Walther , poeta in guerra

In periodo di mercatino natalizio la città di Bolzano assiste all’orda turistica , Walther , il poeta a cui è dedicata la piazza per antonomasia più importante della città , scruta dall’alto il brulicare delle genti italiche provenienti dalla penisola e ansiose di esplorare quella città italiana dove si parla tedesco. Le diatribe linguistiche che hanno interessato la nostra città sono vecchie di secoli , partendo dalla fondazione ad opera di Druso e transitando tra medioevo (età buia , ma che elevò Bolzano a città) , Rinascimento (palazzo Mercantile), impero d’Austria e Risorgimento , Bella Epoque (funivie e tram) , Grande Guerra , Regno d’Italia , Fascismo , Nazismo , Seconda Guerra Mondiale fino a giungere alla repubblica italiana d’oggi. In queste poche parole ci sono quasi duemila anni di storia , d’ideologia , di guerre , di grandi personaggi e ovviamente anche poeti. Uno di questi , fu rispolverato dal sindaco Perathoner , ligio servitore dell’Imperial Regio austriaco e convinto pangermanista. A fine ‘900 infatti l’Austria guardava con molto sospetto a quel movimento che traeva ispirazione dai versi dell’Alfieri , il Risorgimento appunto. L’Italia , caso unico nella storia umana , nacque (anzi rinacque , visto il passato di Roma) prima culturalmente ed intellettualmente e poi come identità statale. Le idee risorgimentali erano peggio dei fucili dei garibaldini, l’ideale non puoi impiccarlo , anzi dandogli la caccia lo rendi più forte e uccidendone i profeti ne crei dei martiri. Questo processo era noto a Perathoner che infatti contrappose a ciò la cultura e non la forca. Quindi mentre a Trento si eresse la statua del sommo Dante a Bolzano venne proposto Walther , innocente poeta schierato a difesa dell’area tedesca. Ma non bastò , a Bolzano il sindaco pensò bene ad inizio ‘ 900 di vietare la rappresentazione dell’opera lirica a teatro , perchè appunto in lingua italiana. Era di qualche anno prima il decreto imperiale che ordinava la chiusura delle scuole italiane nell’area trentina ( a Vadena fu eroica la protesta della scuoletta situata nel maso che di chiusura non voleva sentir parlare). Purtroppo alla cultura si sostituirono i fucili, fu Grande Guerra e sappiamo tutti come andò a finire. A volte le guerre culturali possono trasformarsi in guerre vere e proprie. Oggi , cento anni dopo questi fatto , è paradossale come Walther ogni hanno sia il testimone dell’allegria cittadina natalizia e non. Nella piazza a lui dedicata una Babele di lingue brinda insieme a brulè , dimentica delle disgrazie passate , una grande passo avanti.

Marco Pugliese