Vittoria Dell’arte

Estremamente breve e travagliata è la vita di coloro che dimenticano il passato, trascurano il presente, temono il futuro: giunti al momento estremo, tardi comprendono di essere stati occupati tanto tempo senza concludere nulla” , questo pensiero del filosofo Seneca ricordatelo quando vi recate in piazza Vittoria. Ora proveremo a viaggiare tra le mura di questi edifici , scoprendone i significati più nascosti. Questa piazza , costruita ed idealizzata in tempi di regime non può legarci al passato , ma essere parte fondante del futuro. La nostra città ha molti volti e molti simboli , appartenenti a diverse culture ma sempre e comunque condivisibili. Piazza Vittoria è un manuale d’architettura razionale , lo capiamo dall’ampiezza degli edifici che abbracciano simbolicamente la collina dove c’è il monumento , stagliato verso il Catinaccio , creando giochi di colore durante il tramonto. Questa sensazione d’abbraccio la cogliete se vi mettete davanti al monumento con le spalle rivolte al Catinaccio .

Altro particolare interessante sono i giochi d’ombra creati dagli archi degli edifici laterali , ponetevi sotto il portico centrale e guardate lo spiazzo davanti a voi durante il tardo pomeriggio estivo , noterete le proiezioni d’ombra degli edifici formare un triangolo isoscele con l’angolo più acuto allungarsi sempre più verso il monumento. La pavimentazione originale (purtroppo non più presente) presentava delle linee rette che intersecavano il triangolo d’ombra citato prima.

L’arte futurista era concepita per creare nell’osservatore adrenalina continua , l’obiettivo di chi seguiva questa corrente infatti era di non annoiare . Volutamente ho tralasciato le scritte , le figure e qualsiasi altra simbologia presente in questo luogo appunto per non offuscare la mente del lettore, libera di entrare in contatto senza pregiudizi con l’arte presente in questa piazza di Bolzano .Conosciuta più per i significati politici, che purtroppo ne offuscano l’arte attiva che traspare ad ogni cambio di punto d’osservazione. Il futurismo era movimento continuo e perpetuo, stravolse la letteratura , la pittura , non risparmiò l’architettura , se notate infatti , spostarsi è fondamentale per comprendere nel pieno l’architettura presente in piazza Vittoria.

L’osservatore deve essere dinamico , altrimenti non coglie il messaggio di velocità presente nelle opere. Solo liberando la mente viaggiando metaforicamente e fisicamente da un punto d’osservazione all’altro possiamo pienamente goderci questi giochi architettonici dinamici , troppo spesso i nostri pensieri sono rivolti al passato, alle polemiche , cosi condizionano il futuro , facendolo apparire oscuro esattamente come Seneca ci esorta di non fare. Da affiancare un domani alla spiegazione storica sarebbe utile quella artistica , magari creando un percorso “movimentato” che faccia viaggiare l’osservatore verso punti di vista troppo spesso ignorati. La Vittoria dell’arte e la vittoria dei sensi possono essere le emozioni ricavate da un viaggio particolare nella piazza più discussa della nostra provincia , se ci proviamo tutti insieme forse una volta tornati avremo una visione più ampia dell’insieme , meno stereotipata e proiettata verso il futuro , senz’altro più condiviso e sereno. L’arte non si giudica , si comprende.

Marco Pugliese