Scorci rinascimentali a Bolzano

Il termine Rinascimento fu introdotto dal Vasari nelle sue : “ Vite de’ più eccellenti architetti e scultori italiani” , questo lasso di tempo che va dall’inizio del Tre alla fine del Cinquecento rappresenta l’epoca d’oro per la penisola italiana. L’Italia in questo periodo diviene il faro culturale mondiale , superando nettamente in tutti i settori le altre nazioni europee. Purtroppo la litigiosità dei signori italiani (l’esterofilia è un difetto secolare del popolo italiano e lungi dal morire) non permetterà l’unificazione politica del nostro stato che avverrà solamente nel 1861. Questa “Rinascenza” fu attesa dagli italici mille anni : dalla caduta dell’Impero Romano d’Occidente. Al Vasari questa resurrezione apparve come una rivincita della cultura classica dopo mille anni di tenebre medievali , causate dalle orde unne , gotiche , longobarde , teutoniche e franche. Cicerone rivisse nella sintassi dei prosatori italiani , Virgilio nella metrica dei poeti e Vitruvio nelle nozioni agli architetti. Questo periodo di espansione del genio umano vide tra i suoi campioni i fiorentini , e proprio fiorentina era Claudia de Medici. L’arciduchessa italiana sposò Leopoldo V d’Austria , fratello dell’imperatore austriaco. Morto il marito,(la poverina rimase vedova per ben due volte) ottenne la reggenza del Tirolo. L’anno era il 1632 , il Rinascimento per gli storici concluso , l’Italia cameriera degli stranieri, ma i capisaldi di questa rivoluzione culturale vivi nel cuore e nella mente di questa donna , nata a Firenze , vissuta nella corte più raffinata e moderna del mondo di allora. Bolzano le deve moltissimo , in primis lo status di vera e propria città commerciale e fieristica rafforzato dalla costruzione del palazzo Mercantile e relativa istituzione del magistrato che regolamentò da quel momento gli scambi commerciali tra l’area italiana e quella tedesca.

 

Bolzano ebbe inoltre anche una nuova fiera e la nostra zona divenne economicamente solida ed importante. L’edificio mercantile fu edificato tra il 1708 e il 1727 dai fratelli Delai su disegno dell’architetto veronese Perotti. Questo palazzo dal cuore rinascimentale ma dal corpo barocco rappresenta l’ingresso di Bolzano nel commercio internazionale (ne è il monumento in un certo senso), da questo momento in poi la nostra città sarà considerata il fulcro degli scambi tra Italia ed Austria. La vocazione commerciale che oggi Bolzano può vantare la deve tutta a questa illuminata (amava l’arte ed il teatro) e raffinata arciduchessa italiana . Con occhi moderni possiamo permetterci di affermare che questa donna fece in modo che il meglio della cultura italiana si unisse al meglio di quella tedesca , lasciandoci un messaggio di unione e rispetto reciproco , accettato senza timori nel 1635 , dimenticato troppo spesso nel 2011.

Marco Pugliese