Quando in via San Quirino si poteva fare il bagno…

Quando in via San Quirino si poteva fare il bagno…

Erano gli anni 40 del 1800 e pressapoco dove oggi inizia via San Quirino , sulla destra del Talvera , il contadino Johann Gugler possedeva un piccolo laghetto , frequentato di nascosto da ragazzini della zona. Un giorno purtroppo un ragazzo vi annegò. Il comune , allora di Gries ( entità autonoma e non accorpata ancora a Bolzano) impose all’agricoltore di insabbiare il laghetto o di trasformarlo in impianto pubblico. Il Gugler optò per la seconda soluzione , l’ impianto fu dotato di bagnino e cabine. Rimase aperto fino al 1933 e curiosamente ospitò numerose gare di tuffi e di nuoto.Circa a metà anni 20 fu dotato di una seconda vasca e la denominazione ufficiale recitava “Talferschwimmschule” , vi transitò perfino Carlo Dibiasi , padre dell’immortale Klaus. Nel 1931 venne inaugurato il Lido di Bolzano , opera maestosa per l’epoca e molto all’avanguardia come servizi. Il nostro Lido fu fino alla fine degli anni 70 uno dei più significativi d’Europa. L’impianto di via San Quirino fu chiuso appunto nel 1933 e cedette il posto all’odierno Lungotalvera San Quirino , allora dedicato a Beatrice di Savoia e passò il testimone al più moderno impianto. Il Lido fu progettato dall’architetto Sottsass , dall’alto si può notare come le vasche originali (esclusa quindi l’Isarco di più recente costruzione ) formino una “L” (Littorio), non si sa se apposta o per semplice coincidenza , il progettista non ha mai dato spiegazioni in merito. Il Lido era parte di un progetto più esteso , comprendente lo stadio “Druso” , l’Eurac (allora teatro, palestra e cinematografo) e le scuole “Don Milani” , allora caserma della MVSN (Milizia volontaria sicurezza nazionale).Il complesso era denominato GIL , gioventù italiana del littorio(per questo forse la forma particolare a L del Lido…) ed era dedicato alla formazione fisica ed intellettuale dei giovani durante il regime fascista. Oltre alle gare di tuffi , negli anni 30-40 il Lido ospitava delle feste danzanti sulla propria terrazza (evento che ancor oggi si ripete),con tanto di servizio navetta da piazza Vittorio Em. III (oggi piazza Walther) visto che l’impianto era situato in aperta campagna. Ultima curiosità al posto dell’erba vi era la sabbia(portata da Riccione), forse fu il Duce in persona a ordinare fosse messa , per ricreare a Bolzano il luogo dove trascorreva annualmente le vacanze. Il Lido ,oggi ancora frequentatissimo ,è un patrimonio per la nostra città montanara , ci permette di nuotare tra i monti e spesso far ruotare gli occhi a molti connazionali, convinti di norma che un bolzanino non sappia nuotare ma solo sciare….

Marco Pugliese