Ogni ponte una storia per il futuro

Ponte Resia in costruzione Bolzano

A Bolzano i ponti significativi sono sei : ponte Talvera , ponte Druso , ponte Roma , ponte Loreto , Ponte Resia e ponte Palermo. Il primo è più antico nasce per funzionalità ovviamente, la città vecchia aveva disperato bisogno di collegamenti con le campagne circostanti , il ponte venne realizzato in ferro nel 1900 sostituendo il vecchio di legno. La Bella Epoque conquistava le campagne e rendeva i bolzanini più moderni. Ponte Loreto analogamente fu costruito per lo stesso motivo e garantire un solido collegamento verso sud , probabile esistesse un passaggio in zona già i epoca romana. Curioso come al centro di questo ponte si noti la cintura di montagne che ci circonda , dando l’idea di esserne al centro. Gli altri ponti invece oltre alla funzionalità hanno un significato politico : il ponte Druso collega la città nuova italiana a quella vecchia austriaca e lo fa con spavalderia , con ampiezza quasi vomitando sull’antico centro la nuova realtà di una Bolzano imperiale. Il ponte Roma avrebbe dovuto collegare la nuova stazione(mai realizzata) al nuovo centro italiano , funzione che non svolgerà mai. I ponti Resia e Palermo anche se costruiti in periodi diversi rappresentano il collegamento con la parte industriale e lavorativa della nostra città. Ricordi sbiaditi evocano nuvole di operai in bicicletta all’orizzonte attraversare alla sirena di fine turno il ponte Resia. Il fascismo fu attivissimo nella costruzione di ponti , potenziando i collegamenti si accelerava la modernizzazione del paese . Qualche anno addietro i bolzanini trovarono i loro ponti addobbati da artisti per il periodo natalizio. Correva l’anno 2001 e questa iniziativa non venne capita ed apprezzata dalla maggioranza dei cittadini. Il perchè è intuibile , gli artisti operarono scelte minimaliste , ovvero quell’arte che ai profani suscita questa affermazione “ Non sarà mica arte , saprei farla anche io!” . Per intenderci questa corrente artistica si basa sulla riduzione della realtà , con produzioni scarne e provocatorie contenenti messaggi di varia natura ma che alle mostre è compito delle guide spiegare. Senza la presenza di queste ultime una cassa di frutta rappresenta ciò che si vede , con il loro ausilio diventa la rappresentazione del sudore contadino. Punti di vista. L’idea però non fu malvagia , gli artisti erano tutti altoatesini e il concetto di avere dell’arte gratuita in visione non è da buttare. Il ponte inoltre è per antonomasia simbolo d’unione , concetto che interessa da vicino Bolzano , città di confine e multietnica. Superati dopo tanti anni i significati politici questi ponti possono tranquillamente assumere messaggi di unificazione. Idealmente la città austriaca abbraccia quella italiana , fondendosi in un matrimonio d ‘architettura. Lo stile che ne è scaturito è unico ed appartiene solo alla nostra città. L’arte in questo caso potrebbe essere utilizzata come veicolo per capire la storia , condividerla e porre le basi per un serio futuro d’unione e rispetto.

Marco Pugliese