Oggi Eurac , ieri G.I.L.

Partendo dalla città vecchia e percorrendo ponte Druso , notiamo che salendo la gobba del ponte ci impedisce di scrutare il viale , l’unico edificio che scorgiamo alla nostra sinistra è la torre dell’Eurac. Gli architetti Mansutti e Miozzo , progettisti del palazzo realizzato tra il 1934 -36 , crearono quest’effetto per mandato politico. Mussolini in persona coniò lo slogan : “ ..in ogni città italiana dovranno contrapporsi ai campanili delle chiese altrettante torri littorie…”. Ma perchè il Dice teneva tanto alla realizzazione di questo progetto? Mussolini , è noto , patti del Laterano a parte , non è mai stato molto religioso , anzi nel suo passato svizzero (scappò dall’Italia per evitare la leva nei primi anni 10 del secolo scorso) divenne famoso per sfidare niente meno che Dio durante i comizi d’azione proletaria ed anticolonialisti( il duce era nella fase socialista e pacifista….) Finita l’arringa , soleva dire “ ..ed ora , se Dio esiste sul serio…che mi fulmini all’istante…” , tra gli applausi generali , a braccia conserte, attendeva il fatale attimo che puntualmente non avveniva. Si dice che perfino Lenin ( in Svizzera pure lui in quel periodo e vicino a Mussolini grazie ad una amante in comune..) si divertisse nel raccontare ai suoi compagni l’episodio…paradossi della storia se pensiamo agli avvenimenti che sconvolgeranno il mondo degli anni 40. Il campanile delle chiese ossessionava il duce del fascismo , con le sue campane chiamava a raccolta i fedeli ad ogni messa e grazie all’altezza era riconoscibile ed individuabile a grande distanza , dominando i panorami delle città d’Italia. Ogni casa del Fascio venne dotata di torre , in questo modo nella mente di Mussolini anche la dottrina fascista poteva essere notata da tutti e tutto. L’ideologia mussoliniana avrebbe irradiato metaforicamente le città . In nostro Eurac possedeva proprio quella funzione , venne costruito in modo che coprisse il panorama alpino , questo lo notiamo se proveniamo dalla città nuova , l’edificio ex-palestra sulla strada arrivando dal basso copre la visuale e ci costringe a gettare lo sguardo sulla torre , che ricordiamolo , al suo interno era vuota, non possedeva altro che funzioni simboliche. L’odierno Eurac rappresentava la mistica fascista ( A Bolzano, Brescia, Bressanone, Merano e Vicenza furono così realizzate sedi della GIL, stilisticamente molto simili tra loro, con gli intonaci esterni di colore “rosso pompeiano” ). L’edificio inoltre possiede la pianta “L” (l’iniziale di littorio , per rimanere in tema di simboli) , il colore rosso detto “pompeiano” (derivante dal colore rosso acceso presente in molti affreschi a Pompei) , tratti architettonici caratteristici della mistica fascista. La Gil dopo la guerra venne utilizzata solo parzialmente (nella palestra ad esempio era presente un supermercato) e cadde per lo più in disuso. Negli anni 90 si pensò di riutilizzare la struttura come sede dell’Eurac. L’architetto austriaco Kada non snaturò l’ex Gil , la modernizzò intelligentemente rispettando l’idea originaria di Mansutti e Miozzo. Curioso come un simbolo della parte più profonda dell’ideologia mussoliniana sia oggi un simbolo della cultura scientifica libera , la torre , posta ad irradiare il credo fascista, ci indica oggi una strada completamente opposta. Metaforicamente è diventata il simbolo del pensiero libero , paradossale , vista la simbologia originaria , questo tempio di regime ha modificato il proprio messaggio , questo dimostra come la trasformazione sia la chiave giusta per comprendere la storia , l’abbattimento e l’oscuramento sono soluzioni che creano solamente nostalgie e totem ideologici poi difficili da scardinare. Bolzano è cosmopolita , perchè ha una storia cosmopolita che in ogni periodo ha contribuito ad arricchirla di qualcosa , eliminando parti di questi momenti si perde quella visione d’insieme che caratterizza città d’intrecci culturali ed etnici come la nostra , un patrimonio da non abbattere….

Marco Pugliese