Max Valier , l’artista delle stelle

1969 : l’uomo mette piede sulla Luna grazie anche agli spunti scientifici di questo geniale bolzanino.

 

Test velocità

Il 9 febbraio 1895 nacque a Bolzano Max Valier , la casa in cui vide la luce è situata difronte al palazzo delle poste vicino al Duomo , il palazzo che simula il calendario d’avvento durante il periodo natalizio. Per la maggior parte dei bolzanini il nome Valier non dice quasi nulla , in realtà quest’uomo fu il vero precursore dei viaggi nello spazio. Wener Von Braun è giudicato dai più il vero pioniere delle stelle ma il nostro concittadino lo anticipò di parecchi anni fondando nel 1927 l’ “Associazione per i viaggi nello spazio” (Verein für Raumschiffahrt) . Max Valier studiò matematica , fisica ed astronomia , percorso interrotto a causa dello scoppio della prima guerra mondiale che lo vide impegnato nell’esercito austriaco prima come esperto di meteorologia e poi come collaudatore d’aerei. Un miracolo lo salvò nel 1918 , cadde infatti con il proprio aereo a causa di un guasto , in questa occasione dimostrò il proprio talento , pilotando il velivolo a motore spento , atterrò in un campo : illeso insieme all’altro aviatore. Valier dopo la guerra pubblicò Der Vorstoß in den Weltenraum (L’avanzata nello spazio) : correva l’anno 1924 ed il successo del libro fu totale : 6 edizioni dal 1924 al 1930. Questo testo fu particolare , Valier infatti spiegò proprie teorie con linguaggio semplice e capibile anche dai non esperti , l’obiettivo era far comprendere a tutti l’affascinante universo dei viaggi spaziali , messaggio , si badi bene , negli anni ’20 del secolo scorso tutt’altro che scontato. Oltre ad essere un comunicatore , Max , era anche geniale , anticipò in un suo scritto (Spiridion illuxt) l’invenzione della bomba atomica. Lo scienziato inoltre collaborò con il sig. Fritz von Opel , sperimentò dei motori a reazione e nel contempo fece da “ testimonial “ per le pubblicità delle auto , anche in questo campo anticipatore rispetto ai tempi.(l’idea venne anni prima anche a D’Annunzio , che associò il proprio nome ad un profumo, inventando di fatto la reclamizzazione di prodotti utilizzati da personaggi famosi) Con von Opel nacquero dei dissapori , in Valier l’industriale tedesco vide più che altro il ritorno d’immagine per le sue auto e nulla più. Ma la voglia di provare e sperimentare non fermò il bolzanino che nel 1929 sul lago gelato Starnberg raggiunse la velocità di 400 km/h a bordo di un’auto da lui progettata. Purtroppo nel 1930 , trovò la morte durante il collaudo di un razzo(fu sepolto a Monaco di Baviera) , entrando comunque nella storia come prima vittima dei viaggi dello spazio. Tutt’ora i propulsori di manovra dello Shuttle hanno sono chiamati Valier’s , in sua memoria. Il lavoro di Valier venne portato avanti con i risultati che conosciamo da Werner von Braun. Ogni sera quando guardate la Luna , pensate a Max Valier ed ai suoi esperimenti , i suoi sforzi contribuirono a farci danzare Armstrong nel 1969 , un cratere lunare ne porta perfino il nome. La luna , il nostro satellite , che ci ispira tanto romanticismo , si staglia come monumento perpetuo alla memoria di un giovane bolzanino , giudicato dai contemporanei incosciente , forse a tratti un po’ pazzerello ma che ha trasformato il sogno primordiale dell’uomo in realtà mutandone irreversibilmente la società e proiettandola “come un razzo” nel futuro.

 

Casa di Max Vallier Bolzano

 

Marco Pugliese