Laurino e Teodorico

Laurino e Teodorico

Il 476 d. C. vide ufficialmente la fine dell’impero romano d’Occidente , una data ostica anche per gli studenti , da li in poi infatti fu per l’Italia un susseguirsi di personaggi e fatti più o meno importanti per la storia mondiale. Da mal di testa sicuramente guardare le cartine storiche di questo periodo , piene di colori , di ducati , di contee e principati vari , una sorta di vestito d’Arlecchino. Uno dei personaggi che emerse da questo carnevale storico fu Teodorico , secondo re barbaro (era ostrogoto) della nostra penisola. Il barbaro attraversò con le sue orde le Alpi , calò sull’Italia , uccise Odoacre(colui che depose l’ultimo imperatore romano) e si proclamò nuovo re. Con grande sorpresa per i romani , questo personaggio portò pace e stabilità , merci assai rare da secoli. In questa veloce sintesi abbiamo ricostruito la vita di colui che sottomette il Re Laurino , immagine che troviamo nella statua situata di fronte alla sede della Provincia di Bolzano. Laurino era , secondo leggenda , il re del popolo nano delle Dolomiti : mitiche genti abitanti sulle montagne intorno allo splendido Rosengarten. Laurino secondo leggenda s’infervorò parecchio perchè non invitato dai nobili della zona al torneo cavalleresco con in palio la raggiante Similde ( i premi del tempo erano in carne ed ossa), ebbe un colpo di fulmine per la donna , indossò la cintura magica che lo rendeva invisibile e saltellò nel giardino di Rose del Catinaccio con l’amata urlante sulle spalle. I nobili però , notando i petali cadere al suo passare lo inseguirono e catturarono .Venne portato davanti al Re (Teodorico?) che s’mpegnò personalmente a punirlo. Laurino  , deluso e deriso ,s’infuriò con il Catinaccio che a detta sua lo tradi e strillò: “né di giorno, né di notte alcun occhio umano potrà più ammirarti “. Probabilmente distratto dal sogno d’amore spezzato , dimenticò alba e tramonto e ci regalò lo spettacolo quotidiano che offre il Rosengarten(giardino delle rose appunto).  Bruno Goldschmitt realizzò la fontana nel 1911 , raffigurando probabilmente la scena della cattura.

Questa fontana fu vandalizzata durante il fascismo (1933) : una notte , un gruppo di giovani , staccò la statua di Teodorico spezzandola in due . Tolomei ne fu felice (probabilmente commissionò egli stesso la missione), secondo il senatore infatti questa fontana rappresentava il germanesimo d’inizio novecento , l’opera fu quindi smontata e portata al museo della guerra di Rovereto. Per protesta vennero accesi otto  falò sul Rosengarten , le stesse autorità fasciste cercarono di stemperare la tensione creatasi , Tolomei non godeva di chissà quali simpatie a Roma e lo stesso Duce lo considerava “ una suocera cocciuta e pedante”. Nel 1980 la fontana venne collocata dove oggi la troviamo (non senza polemiche) , ci piaccia o no rappresenta un pezzo di storia legge della nostra terra e il significato che porta è abbastanza semplice : la fusione tra fatti leggendari (Re Laurino ed i nani)e storici (la discesa di Teodorico in Italia) accaduti circa millecinquecento anni prima di noi. Molte congetture sono state formulate sui significati dell’opera ma comunque la si guardi bisogna tenere a mente che la storia ( dei monumenti soprattutto) non deve piacere ma narrare.

Marco Pugliese