La spiaggia di Bolzano

Capita che quando un bolzanino si rechi al mare stupisca che sappia nuotare e paradossalmente non sciare. Bolzano capitale delle Alpi , cuore del turismo invernale , meta di mercatini natalizi e base di partenza per le più belle sciate delle Dolomiti è salita alla ribalta delle cronache nazionali ed internazionali sportive per le imprese dalla tuffatrice Tania Cagnotto , preceduta negli anni 70 dall’altrettanto fortissimo padre Giorgio e dal campionissimo Klaus Dibiasi. Vero anche Messner ha contribuito a rendere famosa la nostra città ( anche se natio di Bressanone) ma l’impatto mediatico dei tuffatori ha di recente stravolto le gerarchie. In media i bolzanini preferiscono il mare alla montagna ed in inverno nelle statistiche nazionali figurano tra i primi nuotatori amatoriali.

Questa anomalia che ci caratterizza è dovuta all’aver sempre avuto a disposizione l’impianto acquatico di viale Trieste , inaugurato nel lontano 1931. L’architetto Ettore Sottsass Senior ne fu il progettista e cercò di convogliare in questa struttura le caratteristiche architettoniche del tempo. L’edificio è molto semplice ha la forma una “L” allungata , dotata di ristorante con terrazza per balli notturni . Le vasche originarie erano tre : olimpionica , media (i bolzanini la battezzarono dei “mezzani”) e per i piccoli ( ora completamente rimodernata). La piscina “Isarco” (per i bolzanini la “esperti /inesperti) fu costruita successivamente. L’impianto negli anni 30 era il più vasto d’Europa e mantenne questo primato fino alla fine degli anni ’60. L’estensione del Lido è parte di quella concezione futuristica del movimento , questa struttura non enorme , amplifica la propria grandezza attingendo dal paesaggio montano che la circonda. La posizione è strategica, dal centro del Lido si ha la sensazione di trovarsi nel mezzo della conca bolzanina , si scorgono in pratica tutte le montagne più significative stanziate intorno alla città. Provate a nuotare (visto che siete bolzanini non sarà difficile…)fino al centro della piscina olimpionica , fermatevi e posate lo sguardo verso la Mendola , poi verso il Colle e concludete con il Guncina. Vi compiacerete di essere immersi nell’acqua e nella montagna allo stesso tempo , questo gioco prospettico nasce dalla particolare posizione dell’impianto , al tempo della realizzazione collocato in aperta campagna, ma collegato con servizio bus da piazza Walther .

L’italiano è popolo marinaro ed è per questo che il regime si prodigò a mantenerne la vocazione , tralasciando la politica è altresi vero che generazioni di bolzanini si sono avvicinate all’acquaticità frequentando il Lido . Può sembrare banale ai più , ma aver la possibilità d’usufruire di una struttura cosi significativa ed all’avanguardia ha fatto si che il bolzanino fosse acquatico tra le Alpi , caratteristica che può far sorridere ma ci differenzia da altre realtà montanare. L’atipicità di questo processo , nato in circostanze totalitarie arricchisce noi cittadini e di riflesso la nostra città , influenzandone anche i ragionamenti e aprendone i confini. La partenza fu un conflitto tra mare e montagna , cultura d’altura contrapposta a quella di pianura , l’arrivo ha forgiato invece una fusione d’ usanze e modus vivendi che fanno di Bolzano una città sempre più ponte tra etnie, pianeggianti o montanare che siano.

Marco Pugliese