la rivoluzione industriale

Uno sguardo verso il futuro , la rivoluzione industriale bolzanina 

Bolzano dalla metà degli anni ’50 dell’ ottocento ha sempre più acquisito prestigio ed importanza a livello internazionale. Tale successo deriva dalla posizione geografica , la città infatti si è sviluppata in una zona d’incontro culturale tra mondo italiano e tedesco fin dagli albori. La stazione ferroviaria di Bolzano fu inaugurata nel lontano 1859 , progettata da Luigi Negrelli (e conclusa da Altmann), architetto famoso per aver ideato il canale di Suez. Fisicamente però la neonata stazione era parte del piccolo comune di Dodiciville , al tempo autonomo. La linea del Brennero fu ultimata nel 1867 , in soli tre anni ma purtroppo con un numero elevato di morti durante la costruzione , le cronache del tempo parlano di oltre 200 vittime. All’epoca Bolzano (anzi ad essere precisi Dodiciville) poteva fregiarsi di essere la seconda stazione ferroviaria dell’imperial regio austriaco . Bolzano , oltre ai treni , venne investita da un prestigio internazionale senza precedenti. Grazie agli sbuffi di vapore dei “serpenti di ferro” ( nelle campagne europee era vista cosi la rivoluzione industriale)raggiungere Bolzano fu più semplice , si creò una vera e propria industria turistica che ben si accompagnava con le tante zone termali presenti nella nostra provincia.

A inizio ‘ 900 Bolzano contava numerosi alberghi e case di cura , frequenti erano le visite dei malati di tubercolosi , attratti dalla bontà dell’aria (i medici consigliavano villeggiature in montagna , gli antibiotici ancora non esistevano)ed i paesaggi rilassanti. Nel 1928 durante il fascismo la stazione fu rimodernata dall’architetto Angiolo Mizzoni , in quale , le fece fare un bagno di futurismo. Il Mizzoni prese come modello la stazione di Londra , la similitudine più vistosa è la torre dell’orologio , fateci caso se vi capiterà di soggiornare nella capitale d’Albione. Edificio che fu fonte di polemiche di carattere estetico , ornato da statue futuriste (il vapore e l’elettricità) , opere dell’artista bolzanino Franz Ehrenhofer , autore anche del ‘allegoria dei fiumi Adige, Isarco e Rienza posta sulla torre. Quando vi recate alla stazione ferroviaria di Bolzano pensate che da quei binari è arrivata fin qui la rivoluzione industriale , la stazione ne rappresenta il monumento. Prima di allora il mondo non era che carrozze e cavalli , i treni invece erano bolidi tecnologici che sfrecciavano fieri , perfino lo sbuffare non era più sinonimo di stanchezza ma di potenza , tutto era capovolto rispetto al passato e la stazione ferroviaria rappresentò allora la porta d’ingresso alla modernità.

Marco Pugliese