Il cuore dell’aquila

Siamo alla fine degli anni venti del secolo scorso e nelle menti dei nuovi governanti di Bolzano , c’è un sogno , creare e completare al più presto il progetto”Grande Bolzano” . L’obiettivo è stravolgere la città portandola da 30.000 abitanti a quasi 100.000. Per il regime da poco instaurato il fine ultimo è creare una “Grande Italia” imperiale che risvegli la gloria della Roma antica, l’illusione di essere “grande” accarezzerà gli italiani nel 1936 con la conquista dell’Etiopia , in quell’anno perfino gli esuli antifascisti sparsi per l’Europa gonfieranno il petto imperiale e tenderanno più d’una mano al Duce…non scandalizziamoci più di tanto, nessuno è cosi sciocco da non salire sul carro dei vincitori..ma perchè questo preambolo? Perchè il governo del tempo investi tantissimo nella nostra città per farla apparire imperiale. Dove ora sorge il rione San Quirino(accorpato oggi non si capisce bene perchè a Gries con cui nulla ha in comune:questo dimostra come anche in tempi detti democratici spesso i politicanti dal loro Olimpo d’ozio non conoscono minimamente la realtà del contesto in cui governano)c’era solamente qualche maso ed un monumento austriaco non ultimato. Venne creata piazza Vittoria con i suoi tantissimi significati politici e culturali , la casa del fascio(odierno Tribunale) , viale Venezia in stile appunto veneziano , Viale Druso per le parate ed il suo ponte imperiale. Questo quartiere costruito ex novo era destinato a prendere il posto del vecchio centro storico , ospitando le famiglie dei funzionari dello stato. In questo lembo di Bolzano venne ricreata l’atmosfera(che retoricamente) si respirava nella Roma augustea , ricostruita appunto in marmo bianco scintillante per cancellarne le origini assai plebee. Il rione venne curiosamente battezzato “Venezie”(probabilmente molti funzionari erano nobili più che fascisti e preferirono altezzosi non annacquarsi con nomignoli fascisti) , perchè nella parte residenziale(viale Venezia) lo stile architettonico ricalcava quello della Serenissima. La Bolzano imperiale con il suo arco di trionfo bianco schierato minaccioso ed imponente verso il Rosengarten avrebbe dovuto cancellare quella asburgica e multiculturale. Sappiamo come andò a finire , l’Italia tornò tristemente nei ranghi e Bolzano si ritrovò città di confine spesso strattonata etnicamente. Oggi si vogliono cancellare monumenti , modificare vie , piazze e nomi , questo processo miope è destinato al fallimento , la nostra città è un mosaico culturale , possiede molte architetture diverse che ci permettono di viaggiare nella storia ogni volta che si fa una passeggiata ed è proprio qui la sua forza . Ora mi rivolgo al lettore per una riflessione : Bolzano , potete ammirarla imperiale , romana od asburgica , molti stili( a volte perchè no, anche di vita) per una città non grandissima , questa diversità sia un tesoro da conservare e non da demolire. Qualsiasi lingua voi parliate.

Marco Pugliese