Gries..città nella città

Gries (dal tedesco sabbia) , il nome non venne mai tradotto in italiano , nemmeno durante il periodo fascista. L’entità Gries , rimase autonoma dal municipio di Bolzano fino al 1925 , anno in cui il regime fascista iniziò ad applicare il progetto di una grande Bolzano . Solo il tram prima di quella data , univa la città di Bolzano a Gries , linea tranviaria appunto costruita per permettere a chi arrivava alla stazione di Bolzano di raggiungere i soggiorni termali della zona , allora assai di moda. Inoltre nel 1912 venne inaugurata la funicolare del Guncina (pendenza massima 67% e dislivello di 186 m) che collegava la cittadina con l’albergo Reichrieglerhof .A fine ottocento erano state anche inaugurate le passeggiate del Guncina , dedicate originariamente all’arciduca austriaco Heinrich.La cittadina acquistò importante anche su Bolzano quando il conte Mainardo II tentò di farne una alternativa commerciale alla nascente città vescovile. Nei primi anni del quattrocento , Federico IV , duca d’Austria pensò bene di aggregare il convento agostiniano di S.Maria in Augia (costruito dai conti di Morit-Greifenstein nel 1160 circa) al “castello di Gries”. L’architetto della facciata monumentale della chiesa abbaziale di Sant’Agostino e oggi simbolo dell’intero quartiere , fu tal Antonio Giuseppe Sartori , architetto nato a Trento , la chiesa è barocca.(1788) Questo esempio completo di tardo barocco monumentale è l’unico completo pervenutoci nella conca bolzanina. Affascinante pensare , che accanto a questo complesso venne edificato sul finire degli anni 20 l’odierno corso Libertà (gia via IX maggio) , via che porta in piazza Vittoria , che ci fa scorgere il Catinaccio e ci trasporta dal barocco al razionalismo italiano facendoci passeggiare in diverse epoche storiche . Gries anche se ormai inglobato nella città moderna , ha la caratteristica del paese , che sia per la prossimità della campagna o per la diversità architettonica ha mantenuto intatti i propri canoni caratteristici. La tradizione agricola ed in particolare vinicola della zona Gries è antichissima , presente già in epoca romana. “Keller” infatti era il nome con cui si chiamava questa località tra la fine del periodo romano e l’acquisizione del territorio da parte dei duchi d’Austria nel 1400. Tradizione vinicola che ancora è presente , la vecchia chiesetta infatti , ospita oggi la prestigiosa Cantina-Muri-Gries , con vini assai pregiati , fra cui il Lagrein ed il Terlaner Weissburgunder. La forza della nostra città è questa , l’aver saputo utilizzare il meglio di ogni cultura che ci ha attraversato nei secoli , questo sistema ci ha permesso di avere una città viva ed attenta al nuovo , ma in parallelo con le proprie tradizioni. Questo meccanismo oliato e tutt’ora funzionante fa in modo che Bolzano non conosca tramonti.

Marco Pugliese