Bombe d’autore

Oltrisarco, bombe d’autore e antiche vie tranviarie

Forse pochi sanno che durante la prima guerra mondiale la città di Bolzano venne bombardata più volte dalla regia aviazione. A quel tempo spadroneggiavano gli assi dell’aviazione mondiale , quali Francesco Baracca ed il tedesco Barone Rosso. Volava inoltre nei cieli con la squadriglia Serenissima un certo Gabriele D’Annunzio , che appunto bombardò Oltrisarco nel 1918. L’abitato era obiettivo militare durante l’imperial Regio austriaco ed ospitava caserme e poligoni di tiro (ove sorge l’odierna posta) . La popolazione , assai limitata (circa 240 anime) era composta per lo più da trentini saliti fin qui in cerca di fortuna. Dopo l’annessione italiana Oltrisarco crebbe e divenne il fulcro della nuova politica d’italianizzazione che prevedeva una Bolzano grande ed italiana. Sorse la zona industriale , vennero costruite case per gli operai e dal Veneto arrivarono numerosi commercianti. Vennero inaugurati ponte Resia e Roma , in questo modo il rione si trovava perfettamente integrato con il resto della città. Si pensò addirittura di costruirci la nuova stazione ferroviaria , circa all’altezza di via Claudia Augusta, appunto per mostrare ai viaggiatori il nuovo volto della “grande” Bolzano. Tali progetti naufragarono con lo scoppio della seconda guerra mondiale. Esisteva in quei remoti tempi un tram , che collegava Oltrisarco a San Giacomo e Laives , venne dismesso nel 1946 per poi tornare alla ribalta quest’anno,niente di veramente innovativo quindi. Dopo le ostilità nel rione ormai popoloso vennero costruite le case da destinare agli optanti tedeschi rientranti ( CEP). Tale decisione scatenò l’adunata Svp di Castel Firmiano nel 1957, dato che gli alloggi non erano stati divisi per gruppi linguistici e si temeva una nuova italianizzazione forzata. Ora questi alloggi sono da considerarsi multietnici e rappresentano una finestra spalancata sul futuro della Bolzano che verrà. Oltrisarco , rione troppo spesso poco considerato , si colloca con forza nella storia della nostra nostra città , divenuta oramai crocevia d’etnie mondiali.

Marco Pugliese