Bolzano , città augustea

Viale Venezia 1929 Bolzano

“Ho trovato una città di mattoni,ve la restituisco di marmo.” Questa frase fu pronunciata da Ottaviano Augusto in senato rivolgendosi al popolo di Roma. Il primo imperatore di Roma in effetti modificò radicalmente l’urbanistica della città eterna , realizzò un vero e proprio piano urbanistico. Oltre a costruire acquedotti , nuove strade ed edifici pubblici , il princeps volle l’Urbe lastricata di marmo bianco , splendente e scintillante. Le genti che si recavano a Roma avrebbero dovuto tacere davanti a simili opere architettoniche , il rosso dei mattoni fu sostituito dal bianco imperiale dei marmi , la repubblica romana venne deposta cromaticamente oltre che idealmente. Mussolini , come Ottaviano ripropose il medesimo discorso urbano a Bolzano. La nostra città all’inizio del ventennio contava pochi abitanti e non era estesa , il fulcro , ovvero il centro storico , fu rimodernato a colpi di art noveau durante la Belle Epoque senza però dare slancio al di là del Talvera. Il regime invece eresse nuovi quartieri(Dux , Littorio) , accorpò Gries(ribattezzato Tiberio) , edificò la zona industriale e diede vita perfino ad un nuovo centro cittadino ricco di simboli : il rione Venezie (per paradosso nome non fascista). L’importanza del “Venezie” è facilmente intuibile , recatevi all’Eurac posizionatevi sotto la torre (ex-littoria ) , ora scendete in viale Druso (ed imboccate viale Venezia , percorretela tutta verso piazza Vittoria rimanendo sul lato destro e vi troverete quasi di colpo il monumento alla Vittoria davanti a voi. Viale Venezia è stretto , è progettato per dare la sensazione di lunghezza come la via parallela San Quirino che sfociando in piazza Vittoria ne aumenta idealmente l’ampiezza. Questo fenomeno d’impatto visivo è paragonabile a quello che si può vivere a Siena , ovvero prima di raggiungere la maestosa piazza del Campo si percorrono vicoli strettissimi che dilatano la percezione d’ampiezza dell’osservatore. L’ex Venezie avrebbe dovuto essere il nuovo centro bolzanino , nei pressi di ponte Roma era prevista la nuova stazione ferroviaria , di modo che i viaggiatori si fossero trovati direttamente a contatto con il nuovo centro. Lo stile razionalista è presente alle estremità del rione (piazza Vittoria e la zona Lido-Eurac) ma quasi assente nel suo centro. Questa scelta fu dettata forse dal fatto che molti funzionari a cui erano destinate le abitazioni erano monarchici e non fascisti. A quel tempo infatti la diarchia Mussolini – Re aveva creato molti imbarazzi a corte come nelle alte sfere del PNF e per questo motivo si cercavano compromessi continui : due inni , due eserciti , due giuramenti di fedeltà etc. Logico che anche il nuovo centro bolzanino fosse diviso in due , fascista e monarchico , monumentale e veneziano. Oggi riscopriamo aspetti della nostra città che si erano dimenticati e che ci aiutano a scoprire il passato e la nostra storia cittadina , ma in futuro sarà possibile farlo tra oscurantismo ed abbattimenti? Ai posteri l’ardua sentenza.

Marco Pugliese